La depressione, il disagio mentale provoca ogni giorno dei drammi, con dei costi sociali altissimi.
Da oltre 15 anni l’associazione Psiche Friuli opera a sostegno delle persone colpite da disagio psichico. La nostra associazione si batte per la salvaguardia dei diritti dei disabili psichici, insieme ai familiari, gli amici, i volontari.
Ma quali sono i diritti delle persone colpite da disagio mentale? Gli stessi diritti di tutte le persone!
Il disabile mentale è una persona dotata di dignità, portatrice di diritti e doveri al pari di qualunque altra persona. La malattia mentale è purtroppo ancora oggi uno “stigma” da sconfiggere. Un marchio che bolla, discrimina, isola, abbandona nella vergogna coloro che ne sono colpiti, e le loro famiglie.
Sappiamo bene che non c’è salute senza salute mentale e scopo della nostra Associazione è quello di accompagnare il lavoro di operatori, medici e amministratori, ma soprattutto quello di coinvolgere sempre più persone nel nostro impegno di sensibilizzazione. L’associazione è “in rete” con il centro di salute mentale di Palmanova e con il dipartimento ASS 5.
Il ruolo dell’associazione è quello di:
· Tutelare il “DIRITTO” alla serenità delle “FAMIGLIE” e alla dignità di tutte le “PERSONE” che sono afflitte dalla malattia mentale, o in qualche maniera ne sono coinvolte.
· Sollecitare con PROGETTI qualificati i servizi sanitari, le istituzioni e i politici affinché venga migliorata l’assistenza alle famiglie, ai pazienti ed ai cittadini del territorio della bassa friulana.
· Accompagnare, toccando con delicatezza e passione i problemi; aiutando e poi seguendo le persone ed i familiari che hanno la necessità di entrare in contatto con i servizi di salute mentale del nostro territorio in un percorso fatto di inform-azione.
· Fare da osservatore, tutelare con competenza i DIRITTI.
Insieme si può affrontare la MALATTIA e lo STIGMA che quasi sempre la
accompagna.
Attualmente l’Associazione Psichefriuli con la collaborazione del Dipartimento di Salute Mentale di Palmanova sta lavorando per realizzare un progetto sperimentale nel territorio della Bassa Friulana, pensato per affrontare concretamente il disagio mentale e raggiungere e portare un aiuto alle famiglie che lo vivono.
Il progetto Cuscinetto nasce da un’ idea: “Fare salute mentale con le mani” espressione che indica la necessità di operare concretamente uscendo nel territorio con le energie del nostro dipartimento e con la forza del volontariato.
Si è cosi creata l’idea di un volontariato competente capace di dialogare con i servizi, divenendo un nuovo strumento che si affianchi ai nostri operatori per agire nel territorio costruendo la salute mentale.
Abbiamo compreso che il disagio mentale va ricercato laddove si ha più difficoltà a denunciarlo ovvero proprio in quelle famiglie che non riescono a uscire allo scoperto; quelle stesse famiglie che non riescono a comprendere il problema vissuto in casa, o che non sanno a chi rivolgersi. Spesso sono vittime della stessa vergogna, lo “stigma” che spesso si attribuisce alla società ma che in realtà è insita proprio in chi il disagio lo vive. Proprio perché sempre meno accada che i malati si ritrovino soli nelle loro famiglie nasce l’idea del Progetto Cuscinetto che in un concetto vuole riportare all’attenzione di tutti la necessità di riappropriarsi del “Diritto di occuparsi degli altri” per fare veramente salute mentale.
Il “cuscinetto” in una macchina è quel meccanismo che toglie l’attrito tra i meccanismi che la fanno funzionare ma è anche uno strumento che velocizza il processo, così se noi pensiamo al benessere del malato ci rendiamo conto di quanto l’intervento debba essere immediato e veloce senza attriti tra tutte le figure che lo prendono in carico; in questa intenzione di affiancare l’intervento del Dipartimento di Salute Mentale di Palmanova si inserisce la competenza del volontariato capace di dialogare con gli operatori in modo adeguato indirizzando in modo rapido il malato alle strutture.
Appare chiaro come ci sia una svolta nell’associazione dei familiari : attraverso corsi di formazione divenire in grado di dialogare con i servizi in modo costruttivo per fare del Dolore un mezzo da mettere a disposizione a tutti coloro che della malattia mentale non ne vogliono parlare o non ne riescono parlare in modo adeguato.
Formazione e informazione che crei una sinergia con i medici, con gli operatori uscendo così dall’etichettamento della malattia delle strutture per andare a curare nel territorio.
L’associazione Psichefriuli ha iniziato il suo percorso di formazione con il “ cosa fare quando “ intendendo proprio affrontare i problemi concreti che affliggono il malato e chi gli sta vicino. È un analisi delle verità che circondano la malattia ovvero : cosa succede nella vita quando la malattia disintegra la quotidianità “normale”? Cosa accade quando si perde la serenità? Cosa fare? A chi rivolgersi? Come recuperare il diritto di vivere serenamente? Queste domande non se le pongono solo le famiglie che hanno provato il disfacimento della quotidianità ma se le pongono anche i nostri psichiatri che hanno compreso che la salute mentale va fatta vivere nelle case di ognuno.
Il Cosa fare quando, quindi è un viaggio di conoscenza dei bisogni del territorio, un viaggio che ci porterà in tutti i Comuni della Bassa Friulana e che permetterà di fare il punto della situazione redigendo un libro “diario di bordo” in analisi del disagio.
Alla formazione di un volontariato competente segue l’impegno di divenire strumento del D.s.m con il progetto d’Oblò materializzando l’intervento nel territorio..andando a “dare un supporto” dove si presenta il problema quindi non più guardando da lontano la malattia ma andandole incontro in casa sua.
Concludo dicendo che in modo straordinario l’11 febbraio rappresenta l’ennesimo esempio della rete che si è creata tra tutti coloro che la salute mentale la costruiscono…Ringraziamo il Dott. Asquini, il Dott. Bertoli e tutta la loro equipe per essersi rimboccati la maniche facendo con le mani salute mentale per Noi e insieme a Noi… Buona Salute mentale a tutti… L’associazione organizza, con i propri familiari e persone qualificate, incontri durante i quali si discute e ci si confronta su situ-azioni e sul cosa fare e come fare.
Dott.ssa Ucini Loreta