Le tappe ed il bilancio  di Psiche Friuli- Arrivi e partenze dal 2007 verso il 2008

 

Il viaggio di Psiche Friuli ha avuto inizio ormai  circa 20  anni fa ma, solo da esploratori,  noi familiari e associati abbiamo raggiunto, con il 2007, nuovi e inaspettati traguardi. Per esplorazione intendiamo un nuovo modo di sondare il territorio. Come piezometri che rilevano anomalie sottoterra, siamo in grado di rilevare e trasmettere dati raccogliendo richieste di aiuto; siamo più consapevoli dei limiti da superare e abbiamo accumulato più conoscenza degli strumenti da utilizzare.

 

1-IL PRIMO RALLENTAMENTO

 

Raccogliendo sempre più adesioni, lungo il ns. viaggio, abbiamo cominciato con lo scardinare il limite più radicato e più difficile: il timore del contagio, lo stigma che ancora rallenta la comprensione, il superamento ma soprattutto la prevenzione della malattia mentale. Con ns. grande soddisfazione, il risultato più evidente di questa vittoria sullo stigma è arrivato proprio quest’anno con le adesioni al 5x1000 : siamo al 1° posto tra le associazioni che in Italia tutelano il disagio psichico!

 

2-PALESE RICONOSCIMENTO

 

Questo risultato conferma l’utilità del MEZZO PSICHE FRIULI per ottenere ascolto dai servizi, raccogliere adesioni nel territorio e, quindi, richiamare l’attenzione per le possibili soluzioni anche politiche. Prima di ogni altra cosa, consideriamo un traguardo raggiunto far salire sul nostro mezzo l’utente, il familiare che, finalmente, superato il limite precedente della vergogna, si lascia condurre verso una verso una prospettiva di guarigione, sulle orme di un pantano già esplorato, percorso e ritracciato dagli altri. Altri familiari, altri disagiati hanno saputo e potuto chiedere ascolto e ora percorrono il proprio personale viaggio verso l’autonomia, per la riappropriazione di una vita ancora vivibile.

 

3-LA SFIDA E’ CREDERCI

 

Quante volte il familiare si arrende con la scusa più frequente:  “a noi ci schifano…” per dire che il malato psichico e tutta la sua zona di contagio è da evitare! Anche qui abbiamo ormai conquistato tante e tante zone franche di apertura e ascolto, per affidabilità e concretezza; annullando un altro luogo comune, quello per il quale il Friuli, terra di frontiera, è considerata terra di chiusura mentale. Non è vero e i dati del 5x1000 lo confermano! La riprova sta nel proverbio “pòcis che si tòcin“ , vale a dire: saranno pochi ma almeno si toccano! Il cui senso, poco recondito, non lascia dubbi: il friulano è in realtà  piu  aperto  a ciò che si tocca con mano, alle cose semplicemente vere. Noi di Psiche Friuli non stiamo a rivendicare con il ricatto del dolore, il nostro motto è +solidità, non solo +solidarietà…. Quanti sono gli amici del cuore, gli amici del fegato, gli amici degli arti e delle arti…ma dove ?? sono gli amici della mente?

 

 

 

Il consenso, lì dove il disagio psichico allontana, come accadeva un tempo ai lebbrosi, si ottiene con le cose semplici. Psiche Friuli è un mezzo semplice per capire e farsi capire: bisogna semplicemente esserci quando e dove occorre.

 

4-SAPER CHIEDERE

 

Quando il dolore non è più arma di ricatto e di patetica rivendicazione, diventa invece, con Psiche Friuli dolore ascoltato: un’opportunità di aggregazione, di nuova appartenenza e di riappropriazione. Attraverso il contributo di ciascuno, dal familiare all’operatore al medico, abbiamo imparato a recuperare le cose semplici, ricreare le relazioni con fiducia offrendo fiducia. Solo così possiamo aiutare i nostri  malati a riprendersi una vita. Abbiamo imparato che prima viene il saper chiedere aiuto. Saper porre i problemi è più importante che saperli risolvere. E questo primo passo va accompagnato. Noi associati volontari forniamo all’utente e ai familiari, nostri pari, l’ABC per formulare la prima domanda…

 

5-SE LA MONTAGNA NON VA A MAOMETTO…

 

Se l’utente, non va alla montagna-Servizi …la montagna andrà con noi dall utente ! Ci rendiamo conto che se, per i Servizi competenti, questo procedimento non è aggiornato nel manuale del bravo psichiatra, dobbiamo essere noi a costruire questo ponte reale e mentale che ancora separa l’utente al Servizio Csm, Dsm e quant’altro… E’ semplicemente questo il nostro improcrastinabile compito. Il traguardo più importante raggiunto con la nostra esplorazione è avere capito questo passaggio fondamentale. La nostra nuova riconosciuta competenza si basa sulla consapevolezza di saper fare il ponte.  Se ancora alcuni Csm, si arroccano ottusamente in cima alla montagna, per proseguire con la metafora, compito dell’associazione è costruire il tramite, essere il mezzo dell’utente per chiedere aiuto. Fornire un codice semplice  basato sulla frequentazione, creando fiducia reciproca, e rispondere tempestivamente alle richieste di ascolto.

 

 

6-COMPETENZA DEL DOLORE

 

Sappiamo esercitare, con la nostra esplorazione, il diritto di occuparci di chi ha dolore e non lo sa esprimere. E lo sappiamo fare perché siamo omeopaticamente la cura naturale, per contagio si può dire, come lo può essere un vaccino; perché abbiamo già vissuto il dolore, lo riconosciamo, ci assomiglia, lo abbiamo assimilato e, in qualche modo, metabolizzato diventando volontari perché in realtà non possiamo più allontanarcene: anche per noi continua la cura…

 

VOGLIAMO  VO  LON  TA  RIA  MEN  TE   OCCUPARCI  DEL  DOLORE! Come degli outsider siamo noi, paradossalmente la vera cura dei nostri malati! La nostra forza che si è costruita con il tempo ed è diventata competenza, si basa più sui dubbi che sulle certezze, sulle risposte semplici più che sulle soluzioni di protocollo.

 

 

 

 

 TAPPE PRESENTI E FUTURE: l’ABC…Z di PSICHE FRIULI Il percorso di conoscenza del dolore, iniziato tanti anni fa, continua con l’esplorazione che, attraverso tutta la Bassa Friulana, ha toccato e toccherà  tappe importanti del nostro viaggio dentro la salute mentale.

 

 

A, come ADESIONI=AUTONOMIA

 

Aver portato adesioni fino a quasi 800 tra iscritti e associati, significa aver dato +forza all’ascolto, +credibilità, +efficacia all’azione. Aver conquistato spazi di potere con il consenso ci consente appunto di POTER-FARE di più e meglio, anche in autonomia.

 

B, come BILANCIO

 

Come già anticipato, il risultato dei numeri non lascia dubbi: siamo la prima classificata in Italia, per numero di adesioni al 5x1000, tra le associazioni che operano per la salute mentale. E’ il risultato di un bilancio sociale basato sulla fiducia nel nostro modus-operandi. NOI CI SIAMO. NOI PENSIAMO CON LE MANI  che equivale al proverbio già citato: pòcin che si tòcin! 

 

C, come COMPETENZA=CUSCINETTO

 

Abbiamo visto come la competenza del dolore la si acquisisce in campo, un passo dopo l’altro. Sappiamo cosa occorre per portare aiuto e sappiamo come chiederlo. Il progetto cuscinetto è questo oliare i meccanismi, costruire ponti, tramiti per portare ascolto e cercare possibili soluzioni.

Rappresentare e dare interazione con risposte efficenti –efficaci-tempestive!

 

D, come D’OBLO’

 

E’ lo strumento concreto del nostro ponte: un mezzo. Mezzo di trasporto, mezzo di esplorazione, mezzo di raccolta di adesioni e aiuto. Ora non più solo sulla carta. Il progetto è finalmente operativo per un anno con una prova pilota a bordo di un Ulisse, partita con una convenzione promossa dal Dsm az.n°5, con la supervisione del dott. Bertoli e del dott. Ferri. Sarà un mezzo di monitoraggio e di pronto intervento a disposizione del territorio per condividere con i familiari e associati di Psiche Friuli l’azione prioritaria di accesso immediato ai Servizi.

 

E-F, come ESPLORAZIONE-FORMAZIONE

 

E’ già in atto il progetto Relazional-mente. Nell’ambito territoriale dei comuni della Bassa friulana offre ascolto in azione: una serie di incontri di formazione e confronto su temi e problemi risolti e da risolvere, utili  agli operatori,i familiari e ai volontari che frequentano.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

G, come GIORNATE A TEMA

 

Le nostre Giornate  sono e saranno sempre occasioni di informazione e adesione. Giornate dell’ortensia, dedicate alla salute mentale, con l’adesione dei Sacerdoti, che ringraziamo di cuore perché ogni anno ci aspettano sui sagrati delle chiese, per parlare del disagio con meno reticenza e più condivisione del dolore. Giornate al e con il Csm di Palmanova. Giornate in festa come le castagnate del cuore o al lavoro sui temi del disagio, o con le mani nella terra per inzaffardare e ripiantumare il giardino o completare il Murales… Tutte iniziative dell’Associazione per dimostrare che la frequentazione della zona franca del disagio non solo non è contagiante ma diventa una sana occasione di relazione, occasione di ascolto e di domanda, occasione per esporre e condividere dubbi e speranze … per alimentare sempre più efficacemente  il senso di appartenenza e non sentirsi mai più soli nel proprio inesplicabile dolore. 

 

 

I, come INFORMARE

 

Informare e informatizzare sono ormai sinonimi e con il progetto IN RETE non avremo più confini… anche la tecnologia  serve a gettare ponti di comprensione. Stiamo portando all’interno del Csm di Palmanova una ns. postazione, che sarà in rete con il territorio tramite il sito e la posta elettronica. Operatori, volontari e associati si potranno collegare direttamente dal Csm per avere e raccogliere dati in tempo reale. Il progetto potrà in seguito svilupparsi ulteriormente per coinvolgere anche gli utenti in grado di relazionarsi con il mezzo informatico. Potremo rispondere così anche alle iniziative patrocinate per offrire opportunità di lavoro ai disagiati psichici.  Informatizzare è un altro mezzo per agire + tempestivamente.

 

…V-Z come…VIOLENZA=ZERO

 

Violenza è la forza sconvolgente con cui la malattia mentale può devastare la vita di intere famiglie e scardinare le gabbie di ruoli costruiti per generazioni…azzerando tutto! Tutti i valori, tutto ciò per cui si è vissuto fino ad allora risultano azzerati. Da zero. Bisogna ripartire da zero…e risalire dal fondo. In questo viaggio di ritorno Psiche Friuli vuole esserci, progettare opportunità per i propri associati, per il suo territorio. Ricompattare la speranza, condividendo le sofferenze. Questo sappiamo fare e questo continueremo a fare…

 

UN AUGURIO DI BUON VIAGGIO PER IL NUOVO ANNO LO RIVOLGIAMO A TUTTI COLORO CHE SAPRANNO UNIRSI A NOI PER CONTINUARE INSIEME QUESTA AVVENTUROSA ESPLORAZIONE, PER RISALIRE DAL PANTANO DEL DISAGIO, VERSO UNA NUOVA REALE AUTONOMIA.

Il debole puo diventare forte. Il forte difficilmente puo divenire debole. Non conosce se stesso.e gli “altri”.

 

Grazie a tutti dal Presidente di Psiche Friuli, Valter Meneganzin

 

Palmanova, 8 dicembre ’07